Storia della Capoeira

 

La capoeira è nata durante la tratta degli schiavi dall’Africa al Sudamerica, che tra il XVI e il XIX secolo ha deportato in Brasile 4 milioni di persone. E’ nata nei quilombos, gli accampamenti degli schiavi fuggiti dalle piantagioni dei padroni, da qui si è diffusa nelle grandi città, usata spesso anche come arma dalle bande criminali. Messa fuori legge dai colonizzatori, che vedevano nella cultura afro – brasiliana una minaccia al loro potere, è diventata una lotta clandestina. E’ sopravvissuta perché è stata camuffata dalla musica con il tempo si è arricchita delle gesta di capoeiristi gentiluomini e schiavi ribelli. Nel 1888 il Brasile ha abolito la schiavitù, ma solo a partire dagli anni ’70 i discendenti degli schiavi hanno ottenuto il diritto di esprimere la propria cultura. La capoeira è stata accettata anche grazie a Mestre Bimba, che nel 1936 ha convinto le autorità a permetterne l’insegnamento nelle prime scuole, le “academie”. La capoeira è armonia, energia, destrezza, ritmo, musica, acrobazia, elasticità equilibrio, rispetto, è difesa, “ataque”, “ginga” do corpo e “malandragem”, è o samba è o “frevo” è a allegria. Capoeira è l’unione di tutte queste cose.

L’UNESCO ha dichiarato la capoeira, patrimonio culturale immateriale dell’umanità.